CAM Edilizia: progettare secondo i Criteri Ambientali Minimi per un costruito sostenibile
19/03/2026
Nel percorso di transizione ecologica del settore delle costruzioni, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano oggi uno strumento centrale per orientare la progettazione verso modelli realmente sostenibili. Introdotti nell’ambito del Green Public Procurement, i CAM sono diventati obbligatori negli appalti pubblici e sono requisiti di sostenibilità ambientale definiti dal Ministero dell’Ambiente per i prodotti e servizi acquistati dalla Pubblica Amministrazione.
A differenza delle certificazioni volontarie, i CAM costituiscono un insieme di specifiche tecniche vincolanti, che incidono direttamente sulle scelte progettuali e costruttive, promuovendo soluzioni a basso impatto ambientale e ad alte prestazioni.
CAM: principi e obiettivi
I CAM introducono un approccio strutturato alla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali degli edifici e migliorare la qualità complessiva del costruito. Il loro impianto tecnico si basa su tre principi fondamentali:
- l’adozione di un approccio LCA (Life Cycle Assessment), che consente di valutare gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio;
- l’applicazione dei principi dell’economia circolare, favorendo l’uso di materiali riciclati, riciclabili e facilmente disassemblabili
- la definizione di prestazioni ambientali misurabili e verificabili, supportate da certificazioni e dati tecnici
- la riduzione del consumo di risorse, di emissioni di CO₂ e di rifiuti
Questo approccio consente di superare una visione limitata alla sola fase di esercizio, estendendo l’attenzione a tutte le fasi del processo edilizio.
Ambito di applicazione
I CAM edilizia si applicano a un ampio spettro di interventi nel settore pubblico, comprendendo nuove costruzioni, ristrutturazioni, manutenzioni, revamping e servizi di progettazione. La loro integrazione nei capitolati di gara è obbligatoria e richiede una verifica puntuale sia in fase progettuale sia durante l’esecuzione dei lavori.
In questo contesto, il progettista assume un ruolo sempre più strategico, dovendo integrare fin dalle fasi iniziali le scelte ambientali e coordinare le diverse discipline coinvolte.
Struttura tecnica dei CAM edilizia
I CAM si articolano in criteri che coprono l’intero processo edilizio, introducendo requisiti specifici per ogni fase.
Nella progettazione, l’attenzione è rivolta all’ottimizzazione energetica dell’edificio, alla riduzione dei fabbisogni e all’integrazione delle fonti rinnovabili. Viene inoltre promossa una progettazione orientata alla durabilità e alla manutenzione, con un forte legame con i principi della progettazione bioclimatica.
Per quanto riguarda i materiali, i CAM richiedono l’utilizzo di prodotti con contenuto di riciclato, certificazioni ambientali e basse emissioni, con particolare attenzione alla qualità dell’aria interna e alla limitazione delle sostanze nocive. Questo aspetto introduce un controllo più rigoroso sulla filiera dei materiali e sulla loro tracciabilità.
Le prestazioni energetiche rappresentano un altro ambito chiave: viene richiesta un’elevata efficienza dell’involucro edilizio e degli impianti, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni. In questo senso, i CAM si integrano con le strategie NZEB e con le soluzioni impiantistiche ad alta efficienza.
Anche la fase di cantiere è oggetto di specifici criteri, che puntano alla riduzione dei rifiuti, alla gestione sostenibile delle risorse e al contenimento degli impatti ambientali. Infine, viene introdotto un approccio orientato al fine vita dell’edificio, con particolare attenzione alla disassemblabilità e al recupero dei materiali, in linea con i principi dell’economia circolare.
Verifica e ruolo del progettista
La conformità ai CAM deve essere dimostrata attraverso un sistema articolato di verifiche, che comprende relazioni tecniche, certificazioni ambientali e documentazione di prodotto. Questo processo richiede un elevato livello di coordinamento tra le diverse figure coinvolte.
Il progettista non si limita più alla definizione formale dell’opera, ma assume un ruolo di regia, integrando aspetti architettonici, strutturali e impiantistici con gli obiettivi ambientali richiesti.
CAM e sostenibilità: oltre l’obbligo normativo
Pur nascendo come requisito obbligatorio per gli appalti pubblici, i CAM rappresentano oggi un vero e proprio riferimento operativo per la progettazione sostenibile. La loro applicazione consente di migliorare la qualità ambientale degli edifici, ridurre i costi di gestione nel lungo periodo e aumentare il valore complessivo dell’intervento.
Inoltre, offrono un quadro coerente con i criteri ESG e con le principali certificazioni ambientali, contribuendo a diffondere una cultura progettuale più consapevole e orientata alla performance.
