
Agrivoltaico 20 MW
ATTIVITÀ
Progettazione definitiva dell’impianto fotovoltaico
Progettazione definitiva della stazione MT/AT
Pratiche autorizzative
Opere di connessione alla rete
Opere civili
COMMITTENTE
UBICAZIONE
IL PROGETTO
Ad Ottobiano, in provincia di Pavia, sta prendendo forma un progetto all’avanguardia che ridefinisce il rapporto tra produzione energetica e agricoltura: un impianto agrivoltaico da 20 MW. Distribuito su una superficie complessiva di circa 37,5 ettari, il sistema rappresenta un modello di integrazione sinergica, dove la tecnologia fotovoltaica non si sostituisce alla terra, ma ne potenzia le finalità.
L’impianto si distingue per l’adozione di inseguitori monoassiali (tracker) disposti lungo un asse Nord-Sud. Questi dispositivi elettromeccanici permettono ai moduli di ruotare da Est a Ovest (con un’escursione da -55° a +55°), seguendo il movimento del sole per massimizzare l’efficienza energetica.
A differenza dei parchi solari tradizionali, la configurazione spaziale è stata progettata per garantire la continuità delle attività agricole:
- Elevazione e Spaziatura: I moduli sono sollevati da terra e l’interasse tra le file è calcolato per permettere il passaggio agevole delle macchine agricole e le operazioni di raccolta.
- Occupazione del Suolo: Solo il 25,1% della superficie recintata (circa 9,31 ettari su 37,5) è effettivamente occupata dai moduli, lasciando ampio spazio alla coltivazione.
Il progetto non si limita alla coesistenza, ma punta alla valorizzazione del potenziale produttivo di entrambi i sottosistemi. La strategia agronomica prevede una rotazione colturale (avvicendamento) che alterna diverse specie come frumento, girasole, trifoglio, colza e soia.
Questo approccio mira a:
- Mantenere la fertilità del suolo: L’alternanza tra colture “miglioratrici” e “depauperanti” riequilibra le proprietà biologiche e chimiche del terreno.
- Ottimizzare le risorse idriche: L’integrazione di sistemi di monitoraggio digitale permetterà di verificare costantemente l’impatto dell’impianto sul microclima e sul risparmio idrico.
- Preservare la struttura del suolo: L’uso di piante con diversi apparati radicali garantisce l’aerazione del terreno e ne favorisce il drenaggio, prevenendo il degrado fisico.
L’energia prodotta sarà interamente ceduta alla rete di alta tensione. Per rendere possibile questo collegamento, è prevista la realizzazione di una stazione di trasformazione 132/30 kV in prossimità della cabina primaria. Il collegamento tra l’impianto e la stazione avverrà tramite un cavo interrato di circa 7,6 km, minimizzando l’impatto visivo e ambientale sul paesaggio circostante.
L’impianto di Ottobiano soddisfa rigorosi requisiti tecnici e normativi, garantendo che la produzione di energia rinnovabile non comprometta la produttività agricola. Grazie a sistemi di monitoraggio avanzati, il progetto si pone come un laboratorio a cielo aperto per la resilienza ai cambiamenti climatici, dimostrando che agricoltura di precisione e transizione energetica possono camminare di pari passo.